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venerdì 24 gennaio 2014

La neve che (non) ci piace/cronache di una gita fittizia - parte seconda

Il teoretico terzo giorno fu il mio primo giorno di gita. Se non avete ancora letto la prima parte cliccate qui.

Da terzo giorno in poi iniziò tutto: il divertimento, le infinite ore in pullman, le poche ore da turisti, le notti in bianco, le nuove conoscenze. La maggior parte del tempo la passammo in pullman spostandoci da una città all'altra.

Terzo giorno
Posti visitati: città antica di Dali.


Eccoli!

giovedì 9 gennaio 2014

La neve che (non) ci piace/cronache di una gita fittizia - parte prima

Ogni anno AFS China organizza due gite rivolte agli exchange students sparsi per tutta la Terra di Mezzo (elfi e hobbit sono i benvenuti) alias gli sfortunati-fortunati che vi ci sono finiti. La prima gita di quest'anno si è svolta a metà Dicembre nella lontana provincia dello Yunnan 云南.Tutta la zona è caratterizzata da paesaggi bellissimi, antiche città cinesi e vestiti tradizionali; l'atmosfera è particolarmente cinese con un qualcosa di molto speciale dovuto all'architettura tipica di questo posto. Insomma, per passare una settimana qui bisogna essere proprio fortunati! Fortuna, la mia migliore amica!

Una delle tante meravigliose viste dello Yunnan
Tutto iniziò una nebbiosa Domenica mattina. Quasi tutti noi exchange students di Nanchino eravamo all'aeroporto della città insieme ad altri quattro amici. Per tutti era stato prenotato un uncio volo, ovvero per tutti tranne per me. Io avevo il volo solo un'ora dopo il loro quindi nulla mi preoccupava. Loro partirono, io attesi tranquilla il mio turno e venti minuti prima della partenza mi misi in coda per il check in. Solitamente in Cina tutto parte in ritardo, quindi non ero particolarmente agitata nonostante nessuno fosse ancora arrivato per far entrare i passeggeri. Cinque minuti dopo l'orario stabilito per la partenza una simpatica signorina arrivò e seminò il panico: il volo era stato ritardato di quattro ore.

martedì 12 novembre 2013

Vita in una scuola cinese

Eccomi di nuovo qui a raccontare del mio viaggio dopo ben due mesi. In uno dei prossimi post pubblicherò un video in cui spiegherò il perché di questo ritardo. Fino ad allora ecco a voi un po' di vita cinese.

Una parte importante di questa mia vita cinese è la scuola, a volte noiosa, a volte eccitante ma sempre lì pronta ad accoglierti per un'altra giornata. Quasi con gioia (oppure no) la mattina entro in quella classe e mi siedo al mio posto mentre sguardi curiosi indagano come se fosse il primo giorno eppure con più affetto. Non so se definirlo affetto sia giusto, ma giorno dopo giorno percepisco sempre meno rigidità nei miei confronti. Quei visi dai begli occhi a mandorla mi sorridono con più calore e familiarità.

Ho vissuto per due settimane in dormitorio con le ragazze e contrariamente alle mie aspettative si è rivelata una scelta piuttosto produttiva. Ho avuto l'occasione di mettere davvero a fuoco la vita dei miei compagni e ho realizzato che per loro la classe è ormai una famiglia che conta 55 persone me compresa. Ogni giorno è un'ottima occasione per entrare ancora di più nelle loro vite cercando di non fare troppo rumore; ogni giorno scopro qualcosa che mi fa sorridere.

Proprio come loro ogni giorno, anche io mi sono ritrovata immersa in una vita veramente da dormitorio. Eccone il timetable!

Ore 5.30 Sveglia! A meno che il suolo non sia bagnato, ci si sveglia a quest'ora. Cinque ragazze scivolano giù dai letti in ogni camera e si dividono il minuscolo bagno, i due lavandini e i pochi lavori domestici. Il tutto in mezz'ora.

Ore 6.00 In tutta la scuola risuona una canzoncina un po' militare che sveglia gli ultimi ritardatari. Dai dormitori improvvisamente si riversano nel campo di atletica fiumane di studenti del primo e del secondo anno pronti o meno alla fatidica corsetta mattutina di 800 metri. Incitati da un'odiosissima canzone militare con tanto di fischi e voci autoritarie gli atleti percorrono due volte la pista e ritornano al posto di partenza con facce degne di un film. Così, tutti sudati e affaticati si va a fare colazione in mensa. La colazione consiste, in uova sode, pane al vapore con crema di patate dolci o simili, zuppe strane e un po' di latte.

Parte della pista di atletica

lunedì 9 settembre 2013

Primi assaggi di Cina

Cina. Non più una parola, una speranza o un sogno. Cina, la mia realtà di tutti i giorni. Ormai è diventata un’abitudine per me svegliarmi alle sei, prendere il pullman della scuola, entrare in una classe ormai familiare, vivere in una famiglia cinese e percorrere le strade di Nanchino. Questo posto sta cominciando a somigliare alla mia concezione di casa, anche se prima non era così.

Quello che vi sto per racontare non è una favola, non ha un corso regolare. Quello che vi sto per raccontare è iniziato poco tempo fa. L’esperienza in sè iniziò a suo tempo un anno fa, anche se sono atterrata a Shanghai solo un paio di settimane fa. Inizialmente riuscire ad orientarsi in un ambiente nuovo è stato parecchio faticoso. I primissimi giorni tuttavia sono stata in ottima compagnia: exchange students italiani (resteranno nel mio cuore), stranieri e volontari più o meno pazzi. Tra una serata e l’atra, i primi pasti che rivoltavano lo stomaco e le notti insonni non ci siamo neanche resi conto di essere arrivati in Cina, se non per gli odori pungenti, il caldo soffocante e il cibo impossibile da mandare giù. Eppure eravamo insieme e nulla ci spaventava. Fino a quando ci siamo dovuti dividere. Ebbene la storia comincia così, con qualche lacrima e tanta paura di prendere quel treno che ci avrebbe portato finalmente a destinazione.

AFS students atterrati a Shanghai

giovedì 8 agosto 2013

Emozioni su emozioni

“Meglio tardi che mai”
recitava un vecchio detto. Ebbene tre settimane prima della partenza ovvero una settimana fa ho ricevuto placement e famiglia. Andrò a Nanjing nel Jiangsu, una città collocata all’incirca a metà della costa. Grande città ma non troppo per i cinesi, Nanjing (o Nanchino) conta otto milioni di più o meno felici abitanti che scorrazzano su quello che è il suolo di una delle Quattro Grandi Antiche Capitali della Cina. Attualmente secondo polo commerciale nella Cina dell’est dopo Shanghai, Nanchino è una delle principali città per quello che riguarda educazione, ricerca, turismo e trasporti; basti pensare che del trasporto pubbilco si occupano ben cinque compagnie! Nel 2014 ospiterà i Giochi Olimpici Giovanili Estivi ed io non vi potrò assistere poiché purtroppo sarò rispedita a casa a Giungo. In ogni caso, come dicevo, Nanjing è proprio una gran bella città, collegata a molte altre città della Cina attraverso le sue reti ferroviarie e le linee ad alta velocità.

Nanjing

domenica 21 luglio 2013

Il prossimo nuovo racconto

Manca ufficialmente un mese alla mia partenza per la Cina ed io non conosco ancora la destinazione. Non ho ancora ricevuto la famiglia nè so quale sarà la mia futura città. Pur non sapendo quale sarà il clima della mia destinazione finale, ho già stilato la lista di cose che dovranno entrare in quei fatidici 27 kg. Ho deciso che hanno la priorità oggetti come pupazzi vari e indumenti rubati ai miei migliori amici, per cui in fin dei conti mi porterò poche cose mie. L’idea di derubare le persone a me più care mi è venuta poco tempo fa eppure sta già diventando una splendida idea. Ho l’impressione di non potermi buttare in una così grande esperienza senza una sorta di protezione, qualcosa che mi ricordi che è proprio grazie al mio passato che adesso sono la persona che sono. Per ora ho raccattato due magliette, un maglione, un cappello, tre collane, una felpa e presto la lista diventerà più lunga. Magra consolazione nei momenti di debolezza ma grande spinta nei momenti di forza.

lunedì 3 giugno 2013

La meraviglia negli occhi di chi ha deciso di provarci.

È molto tempo che spero di trovare uno squarcio di giornata per scrivere; è molto tempo che cerco qualcosa da scrivere. Ecco, in questo momento un poco di tempo ce l’ho, e forse ho trovato anche qualcosa di particolarmente interessante e spero utile per coloro che vorranno partire come me.
Questo fine settimana si è svolto a Roma un campo di Intercultura riservato a noi giovani avventurieri che andremo in Oriente ed in Sud Africa. Presa dalle peripezie scolastiche non ho pensato molto a cosa ci potesse riservare questo evento. Ad essere sincera non ci ho pensato per niente e ho fatto male! Bisognerebbe sempre riservare del tempo a sè stessi e concedersi di pensare a cosa ci aspetta; non dico che ci si debba fare delle aspettative, ma prepararsi psicologicamente e darsi dei criteri sarebbe d’obbligo.
Per mia fortuna, tuttavia, è andato proprio tutto immensamente bene! Forse è il circolo vizioso dell’ottimismo di cui parlavo nel precedente post che mi perseguita o forse sono io che ho finalmente deciso di vivere la vita che mi merito, fatto sta che questo periodo è un continuo sentimento di felicità! Anche a Roma è andata così: un turbinio di persone nuove e meravigliose, un insieme di sensazioni nuove, una valanga di cose da fare ed infine tanta tanta stanchezza.